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Vitamina D: approfondimento

Salmone, ricco di vitamina D.Con il termine vitamina D si intende un insieme di composti la cui assunzione è legata sia al fattore di esposizione ai raggi solari, sia ad un adeguato regime alimentare.

Nonostante le fonti da cui poter attingere dosi di vitamina D siano molteplici, essa resta probabilmente la vitamina più propensa a determinare squilibri del proprio organismo: ciò nasce dal fatto che un deficit di questo elemento è piuttosto comune e non sempre ristabilito per tempo, fattore che ne incrementa notevolmente la pericolosità.

Molto importante sottolineare che la presenza di determinate patologie incrementa il rischio di una grave mancanza di vitamina D: in particolare, malattie che prendono di mira le funzioni di intestino e fegato sono da trattare con cautela così come disordini derivati da una insufficiente esposizione ai raggi solari o la mancanza di alimenti che forniscano il giusto apporto nel proprio regime alimentare.

I sintomi principali a cui il deficit di colecalcifenolo (definizione tecnica del gruppo vitaminico D) può condurre sono molteplici: principi di osteoporosi, ipertensione, dolore cronico localizzato in una zona specifica e disturbi del sistema immunitario: inoltre col tempo può condurre a condizioni davvero gravi come tubercolosi e cancro.

Per quanto riguarda gli alimenti che aiutano a ricaricare le proprie risorse, i più indicati sono sicuramente prodotti ittici come sgombro, trota, salmone, carpa e anguilla: da non sottovalutare anche gli effetti dell'olio di fegato di merluzzo, particolarmente nutritivo ma spesso non integrato in una dieta che potrebbe giovarne notevolmente sotto molteplici aspetti.